(Source: pixalry, via smashingblume)

Un giorno capirò perché le persone vengono a raccontarmi inutilmente cose che mi infastidiscono con la scusa che vogliono un consiglio - che non posso dare - o che hanno bisogno di parlarne. Gentilmente, non venite a rompere a me.

Ballarò - Racconto di uno spettatore in studio

steff1024:

Arrivo davanti al cancello della RAI a Via Teulada (dopo si tiene
Ballarò,mentre ad esempio Annozero si fa da un’altra parte), un rapido
controllo dei documenti ed entriamo, sono le ore 19.

Ad attenderci all’interno un mini-buffet fatto da alcune guantiere di
dolcetti…

Sembra che ormai ogni nostro comportamento, parola, pensiero o sentimento non possa più essere espresso liberamente, ma deve essere limitato per i riguardi verso altri, che non c’entrano niente e non vengono minimamente toccati. Non posso essere triste per le sfighe che mi toccano nella vita e per le quali non posso farci niente perché c’è chi sta peggio. Lo so che c’è chi sta peggio, non ho bisogno che me lo ricordiate ogni secondo, ma come questo potrebbe sollevarmi? Al contrario, la cosa mi frustra ancora più perché sto male e - a quanto pare - non posso sfogarmi e si aggiunge il pensiero di chi si trova in situazioni peggiori e che non posso aiutare. Non posso portare avanti un’idea, un pensiero o un valore attraverso un’azione per la quale, pur non intaccando nessuno all’infuori di me, vengo presa in giro e offesa a causa di giudizi personali. E ormai devo essere felice, allegra e contenta quando gli altri ne hanno bisogno. “Dovresti essere contenta per me. Sorridi, non essere egoista”. No. Egoista sei tu ed egoisti siete voi che pensate che ormai una persona non ha il diritto di appartenersi, di agire liberamente nel rispetto degli altri e della loro libertà. Al contrario, ha il dovere di rispettare quello che la gente e la società vuole per il semplice motivo di farne parte.

Ho aspettato tutto il giorno le 17.25 per vedere la nuova puntata di Detective Conan. Alle 17.15 metto il canale giusto - metti caso che l’anticipano come l’altra volta, almeno così sono sicura di non perdere nulla - e che vedo? Era già iniziato da un quarto d’ora perché l’hanno spostato alle 17. Ma tanto oggi non sta andando tutto male. Tanto non ho mi ripristinato il computer cancellando tutti i dati per sbaglio. Tanto non è che il computer non funziona comunque. Tanto questa non è una pessima giornata.

Sono raffreddata. Tanto raffreddata. Fuori c’è tanto sole. Ho voglia di uscire, di andare al mare e buttarmi in acqua. Mamma ha detto che posso. Visto che posso e visto che voglio, devo assolutamente andarci. Manca solo qualcuno con cui andare. Ci andrei da sola, ma il raffreddore mi fa diventare così stupida e rimbambita da sembrare una vecchietta che soffre di demenza senile. Non mi fido abbastanza di me stessa da andarci da sola. Ma il mio ragazzo non vuole, dice che ha freddo (a casa, mezzo nudo, dove non c’è sole). Ho chiesto a un amico ma non risponde. Non sono abbastanza attiva per andarci con altri, che mi impediranno di mantenere questo stato di placida tranquillità. Credo che sarò sola soletta, sempre che io riesca a trovare le forze per uscire.

Sono tanto raffreddata e stanca. Oggi ho dato l’orale dell’esame che ho rifatto ed è andato benissimo, oltre le mi aspettative - che non avevo, forse è dovuto a questo la soddisfazione. Mi sento più libera e ho tanta voglia di fare cose ma dovrei studiare per il prossimo esame, e di fare questo non ho molta voglia, ovviamente. Intanto prima di iniziare a fare qualunque cosa aspetto di vedere la nuova puntata di Conan, prima non si può. Oggi finisco di leggere Che Pasticcio Bridget Jones per la seconda volta quest’anno. Per quanto mi siano piaciuti certi libri, non ne ho mai riletto uno tranne questo e Il Diario di BJ. Come i film, sono gli unici che mi piace rivedere pur ricordandoli a memoria. Prima della fine di quest’anno vorrei leggere il terzo, ma non ne ho il coraggio. Credo di essermi innamorata di Mark Darcy.

Certe cose non le capirò mai. La maggior parte delle persone se conoscono qualcuno dalle origini straniere, europee, americane o asiatiche quasi sempre si ricordano il paese; ma se hai origini africane sembra che non riescano ad andare oltre, non riescono a concepire l’Africa un continente di molteplici e vari paesi ma come un unico ammasso di gente povera e nera. E mi vengono a chiedere se parlo l’africano. L’africano?? Voi parlate l’europeo? Capisco che possono dimenticarsi il mio paese d’origine, ma credono davvero che sia più intelligente non chiedermi di ricodarglielo e chiedermi se parlo una lingua che non esiste?

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